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Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzato" 
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Il trapianto è raccomandato molti oculisti proprio quando il visus è pessimo e non permette più una vita normale, e le LAC proprio non sono più tollerate, e la situazione oggettiva e il visus di molte persone che necessitavano di trapianto erano proprio pessimi in tutti i sensi.
Si per molti il trapianto ha regole di accesso ferree (pessimo visus, grave intolleranza alle lac, perforazione...).
Dopo il trapianto il recupero visivo è soggettivo, c'è chi ha addiritura un buon visus finale naturale, ma sono molto rari, per non dire casi eccezionali, e non sono affatto pochissimi i trapiantati che poi si ritrovano un astigmatismo con problematiche di correzione ugualmente molto molto difficili, astigmatismi di 8-10 diottrie non sono purtroppo un'eventualità troppo remota da poter dire: "Ma tanto a me non succede".
Tutte le eventualità di cui ho parlato sia pre e che post trapianto sono eventualità con cui bisogna sempre confrontarsi purtroppo

Per quanto riguarda le LAC, si tratta di una questione spesso molto dibattuta tra i conici, io personalmente non le sopporto da tutti i punti di vista, mi dà fastidio solo il pensiero che esistano, e non voglio portarle fino alla fine dei miei giorni, esattamente come dice Fear Factory, perciò non mi piace sentirmi dire che questo non sarà possibile per forza.
Mi dà anche fastidio poi il fatto che vengano definite come "Soluzione per il cheratocono".

Per quanto riguarda il discorso della felicità, chiarito ormai il fatto che alla fine nessuno si ferma e tutti si danno da fare nella vita, se capita che però le cose non vadano come avrebbero dovuto o come si avrebbe voluto capita anche che la forza d'animo cominci a vacillare, e in ogni caso la felicità intesa come il non sentire il cheratocono ed i suoi effetti come un peso, cioè il non sentire il gravare di questa situazione, e il non essere condizionati nella psiche dall'avere una malattia di questo tipo (che crea disagi con cui ci si deve confrontare ogni giorno) ripeto, sono dell'idea che sia una cosa un po' come la fede, anche se attorno ci sono persone che ce l'hanno non significa che venga anche ad altri perché la vogliono.
Spesso è chi questa fede ce l'ha a credere questo
Se poi chi non trova questa felicità viene anche tacciato di essere debole, immaturo, ed egoista è una cosa che proprio non accetto
Io non ho mai voluto essere offensiva contro qualcuno in particolare, ma voglio dire che certe cose non sono automatiche, almeno non per tutti.
Molti poi, io compresa, non vogliono l'equilibrio, desiderano solo vederci bene, e non essere schiavi delle LAC (e quindi dei dolori, limitazioni, ecc...) fino alla fine dei loro giorni.
Alcuni il cheratocono lo hanno "accettato" altri vivono nella speranza che un giorno non saranno costretti a farlo


sabato 14 dicembre 2013, 23:49
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
in questo video, mi ha colpito una frase della ragazza: SMETTETE DI SPERARE E COMINCIATE A VIVERE

https://www.youtube.com/watch?v=TfzmV8nuKWI

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lunedì 16 dicembre 2013, 20:49
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Nicole_Nico ha scritto:
...........................................................................................................
Alcuni il cheratocono lo hanno "accettato"
altri vivono nella speranza che un giorno non saranno costretti a farlo


Carissima NICOLE ,
forse forse
non si tratta di averlo accettato
ma che invece è lui il KC
che ti fà prigioniero ,
irremidiabilmente per sempre,
a vita .

Con il tempo,
con il passare dei giorni
degli anni
con il susseguirsi delle operazioni ,
ti rendi conto che lui fà parte di te
non lo puoi abbandonare
lui ti stà sempre lì
pronto a ricolpire inesorabilmente
e non lo puoi sconfiggere ( al momento ),
e allora fà parte di te stesso
e come si fà a rifiutare noi stessi
o una parte di noi stessi ?

Allora non resta che vivere giorno per giorno,
godersi le giornate belle
e superare quelle meno belle
cercare di trovare o inventarsi qualcosa che ti distolga
dalla sua oppressione
ne rimarresti schiacciata,
si deve trovare le cose positive di noi stessi
e quelle di quanti sono vicini a noi,
e sicuramente

l' AMORE

del nostro amato/a
è l'arma più efficace contro il KC.

Questo è il mio pensiero per l'esperienza di 45 anni vissuti sino ad oggi
con il KC,
non sò se i prossimi 100 anni con lui
saranno ancora sorprese amare o dolci
ma sono pronto a viverli tutti
con determinazione
e gioia di vita.

e questo è l'augurio che faccio a tutti voi cari ragazzi :

che possiate gioire nella vostra vita a prescindere
dalla nostra malattia .

Ciao un abbraccio.

:OL: :OL:

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MASSIMO
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lunedì 16 dicembre 2013, 23:08
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
dal minuto 07.00 in poi:

https://www.youtube.com/watch?v=mnAx0aS ... BF1643E319

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giovedì 16 gennaio 2014, 21:15
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Miei cari amici Vecchi conici, vi capita mai di chiedervi come sarebbe più facile la vita con solo un paio di decimi in più ?

In questi giorni questa domanda me la stò ponendo diverse volte,e ogni volta come risposta mi vengono in mente 100 cose diverse che potrei fare rispetto ad ora.
Mi rendo conto come nel corso del tempo il mio approccio al Kc sia mutato profondamente, se una volta il mio obiettivo era di vedere bene senza lac ed occhiali, ora il mio obiettivo e di riuscire ad avere quei decimi che mi potrebbero permettere di andare al supermercato e di leggere la scadenza di uno yogurt, senza tirar fuori una lente di ingrandimento o gli occhiali da lettura come fa mia madre.

Per vari motivi, ho avuto diversi momenti di cedimento in questi giorni, erano mesi che non mi capitava più di piangere per colpa del nostro caro amico, invece ora sembra essersi ripresentato con tutta la crudeltà di cui solo lui è capace. :( :(
Mi rendo conto che rispetto a 15 giorni fa non è cambiato nulla nel mio modo di vedere, ma ora, a causa dei cambiamenti che si stanno verificando nella mia vita, e delle 10 cose nuove e diverse che ogni giorno devo affrontare rispetto a prima quello che vedo e il modo in cui lo vedo è insufficiente affinché io possa affrontare tutto con una giusta serenità mentale.
Ogni tanto penso alle cose che mi perdo, alle cose che mi passano davanti e non vedo, e questo mi rattrista molto.

Come ormai sapete la prossima estate mi sposo, e sapete quale è la cosa che mi rammarica di più??
Che entrando in chiesa non sarò in grado di distinguere il viso del mio futuro marito, lo so che sono delle sciocchezze, e che non sono queste le cose importanti nella vita, ma questa malattia del cavolo a volte ha la capacità di farti sentire davvero come una piccola nullità.


Ora la smetto con le lagne ben sapendo che devo ancora ritenermi fortunata, per quello che riesco ancora a fare, però ogni tanto un po’ di magone viene su…………….


lunedì 20 gennaio 2014, 11:45
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
lory79 ha scritto:
[b]

Per vari motivi, ho avuto diversi momenti di cedimento in questi giorni, erano mesi che non mi capitava più di piangere per colpa del nostro caro amico, invece ora sembra essersi ripresentato con tutta la crudeltà di cui solo lui è capace. :( :(
…………….
:arrow:


Ciao mia dolcissima Lory,
ho appena ripreso il pc e la prima cosa che leggo qui sei tu !

Ma carissima Lory ,
oramai i brutti momenti con la nostra malattia li hai già superati ,
ci stà che in momenti particolari di maggior preoccupazione o tensione nervosa
ci si lasci abbandonare un po’,
e si rischia che si ripresenti il “ FANTASMA “ della depressione ,
quante volte noi tutti “ vecchi Kconici “ abbiamo asserito che
un aspetto bruttissimo della nostra malattia è proprio
la D E P R E S S I O N E .
Non ve lo diciamo perché più bravi di voi,
ma perché è così all’atto pratico, e colpisce chi più e chi meno .
Carissima Lory ,
solo tu sai quanto mi sei nel cuore e nei miei pensieri spero tu accetti in serenità queste mie parole,
non lasciarti vincere da ciò che devi affrontare quotidianamente
e in questo momento straordinariamente per via dei preparativi del tuo matrimonio ,
oggi hai lo “ straordinario “ del matrimonio
domani ne avrai altre 100 di cose “ straordinarie “ da affrontare
e tutte le sai e le saprai affrontare benissimo,
a una condizione .
che tu abbia la volontà di superarle
e di non abbandonarti a rimpianti per ciò che sai che i tuoi bellissimi occhi al momento non sono in grado di vedere perfettamente .
Dunque asciugati le lacrime e che il sorriso riprenda vigore

lory79 ha scritto:
[b]


Ogni tanto penso alle cose che mi perdo, alle cose che mi passano davanti e non vedo, e questo mi rattrista molto.

…….
:arrow:

Con la nostra malattia non possiamo permetterci di pensare a codeste cose ,
ma dobbiamo pensare a ciò che giorno dopo giorno riusciamo e dobbiamo fare sebbene abbiamo dei limiti fisici,
e spesso si riesce a fare più di quello che uno non immaginerebbe mai di esserne capace ,
basta semplicemente avere tanta fiducia in noi stessi .


lory79 ha scritto:
[b]

Come ormai sapete la prossima estate mi sposo, e sapete quale è la cosa che mi rammarica di più??
Che entrando in chiesa non sarò in grado di distinguere il viso del mio futuro marito, lo so che sono delle sciocchezze, e che non sono queste le cose importanti nella vita, ma questa malattia del cavolo a volte ha la capacità di farti sentire davvero come una piccola nullità.


….
:arrow:

Carissima Lory ,
non aver timore per quel bellissimo giorno ,
ti verranno in soccorso tante di quelle dolcissime lacrime di gioia
che ti faranno vedere il viso del tuo amato futuro marito ,
non esiste altra lac al mondo che te lo farebbe vedere meglio .

Ti aggiungo un ultimo cosa ,
ultimamente come sai mi si è presentato un problema di salute
a detta di Giorgio ( il nostro grande amico qui di Forum ) ci stà che
sarà una mia nuova condizione fisica, nulla di più brutto rispetto a tante altre ,

a seguito di nuove analisi negative
domani mattina ho appuntamento con lo specialista per effettuare la biopsia .
sono 10 gg. che non ci dormo ,
spesso mi sono ritornate alla mente le nottate insonni con il KC
e per farmi coraggio e non deprimermi ho cercato di fare tutto quanto ho imparato nel percorso della nostra malattia ,
mi sento sereno e non mi spaventa quello che da domani in poi sarà per me,
vedi carissima Lory anche il KC può servire a qualcosa. :wink:

Ciao dolcissima Lory tira fuori il meglio di te stessa
e ridi alla bella vita che ti aspetta . :; :; :; :;

Un abbraccio.

:OL: :OL: :OL: :OL: :OL: :OL: :OL: :OL: :OL: :OL:

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MASSIMO
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lunedì 20 gennaio 2014, 20:04
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Mio Caro Massimo,anche io mi definisco una vecchia conica e per questo motivo posso dirti che non è una questione di depressione.
Non sono depressa, sono solo “incavolata”. :::
Sono “incavolata” perché ieri sera, mi hanno chiesto di scegliere tra 5 diversi tipi di carattere di scrittura, e sai cosa amico mio??
Per me erano solo 5 righi informi.
Ogni giorno faccio cose che sembrano superiori alle mie capacità fisiche eppure le faccio, ma mi incavolo per cose come quella di ieri sera.
Razionalmente capisco che scegliere un carattere di scrittura non è una cosa importante, e a molti può sembrare futile, ma io ci tenevo.
Sono “incavolata” con me stessa, perché permetto a queste cose di farmi intristire ma come si fa a farsi scivolare sempre tutto addosso ? ?


martedì 21 gennaio 2014, 14:38
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Cita:
Ciao dolcissima Lory tira fuori il meglio di te stessa


Quoto.

Ciao dolcissima Lory tira fuori le "palle"

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martedì 21 gennaio 2014, 18:36
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Cara Lory, spero che tu non sia sentita offesa dalla mia esortazione a tirare fuori gli attributi.
Te lo dice una persona che capisce benissimo i tuoi sbalzi d'umore perchè io ci convivo da sempre e l'unica certezza che si può avere quando hai un momento di sconforto è che questo prima o poi passa. Devi solo aspettare e poi, come per incanto, le cose ti appariranno da un'altra prospettiva.
Nel forum, poi, ciascuno ha il suo ruolo.
Massimo è quello saggio e buono.
Io, invece, quello cinico.
E non possiamo deludere il ns. pubblico.
Ciao

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giovedì 23 gennaio 2014, 18:59
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Mi rendo conto di avere scritto molto, ma per chiarire meglio le cose il mio pensiero è riepilogabile nei seguenti punti:



1) A volte i vecchi conici, spesso per esperienze negative o per operazioni andate male o per risultati sperati che non sono mai arrivati, o per convinzione maturata per qualsivoglia causa, hanno smesso di pensare che prima o poi potranno stare meglio e la situazione potrà migliorare, e proprio questo ha dato loro un contributo fondamentale per far loro trovare la forza di accettare (o come dir si voglia) la loro condizione, spesso si rendono conto che nonostante il cheratocono riescono a condure la loro vita in modo decente, o meglio si concentrano su quello che nonostante la malattia possono ancora fare e sui traguardi che possono ancora raggiungere, e su queste convinzioni si appoggiano con tutta la forza possibile.

Si creano così il proprio schema, la propria routine.

Poi trasformano questa accettazione, questa sopportazione in missione. Hanno così esorcizzato il male (la condizione triste di chi DEVE sopportare un disagio) trasformandolo nella condizione vista a volte da qualcuno anche come apprezzabile, lodevole, e indice di maturità, di chi SA sopportare un disagio considerandolo anche come una parte di sé senza avere in mente l'idea di liberarsene, vista come il sistema migliore per esorcizzare il problema.

(Tra l'altro poi quello che dice Very19 forse può valere anche per alcuni vecchi conici, cioè anche alcuni di loro, avendo smesso di credere di potere stare meglio, hanno bisogno di convincersi al meglio che si può vivere serenamente anche con la malattia, e per alimentare questa fede allora lo dicono, non mi sto riferendo a questo vecchio conico o a quel vecchio conico, quindi non mi riferisco a nessuno in particolare, ma si sa che può essere più facile convincersi di qualcosa se se ne convincono anche gli altri)



Se le cose stanno così come le ho descritte allora temo che esistano poche possibilità di convincere che il vissuto di un problema è soggettivo, e che non si dovrebbe ridurre il tutto ad una schematizzazione, mentre mi sembra che così si tenda a mettere tutti i casi, tutte le persone, tutte le vite, tutte le sensibilità, tutti i problemi, tutte le psicologie sullo stesso piano.

La missione di questi vecchi conici consiste sostanzialmente nel trasmettere il messaggio: "Non serve a nulla sbattere la testa contro il muro, piangere e disperarsi, incavolarsi con la malattia e con il mondo intero... perciò bisogna essere forti, imparare ad accettarsi ed a godere di quello che si ha", ma questa è una cosa abbastanza scontata, perché nessuno alla fine sta lì a piangere tutto il giorno, e smette di fare la sua vita, tutti alla fine continuano a fare quello che devono fare, a svolgere i loro doveri, ad avere gioie e soddisfazioni, a combattere per raggiungere traguardi che cercano per quanto possibile di godere, di apprezzare, e di sfruttare.
Tutti alla fine accettano perché la non accettazione non esiste, non esistono alternative all'accettazione, tranne la pistola per spararsi.
Tutti alla fine quindi si fanno forza e vanno avanti nella vita cercando di viverla (o di sopravvivere) nel miglior modo possibile trovando un proprio equilibrio, ma se per equilibrio si intende l'arrivare a non sentire il peso di una situazione del genere e l'assenza di qualsiasi genere di turbamento, quindi il non essere per niente toccati a livello psicologico, allora alcuni o molti questo non lo trovano, vuoi perché hanno un modo di pensare diverso, vuoi perché così è la vita, ma il vero motivo è probabilmente quello detto prima, cioè che non si può mettere tutti i casi, tutte le persone, tutte le vite, tutte le sensibilità, tutti i problemi, tutte le psicologie sullo stesso piano, e un equilibrio di questo tipo credo sia un po' come una fede, non ti viene perché lo si desidera ardentemente, questo è più che altro chi questa "fede" ce l'ha a crederlo.
Alla fine è il vissuto di un problema quello che va analizzato.
Io penso che il cheratocono può colpire in modo diverso negli occhi, ma anche nella psiche, e che l'impatto psicologico che può avere il cheratocono sia una questione molto complessa, e bisogna andare oltre la dicotomia, la contrapposizione: persone che vivono felicemente non sentendone il peso - persone che piangono e si disperano smettendo di vivere.

Se poi, come mi è capitato (non qui per fortuna, ma altrove) chi vede il cheratocono come distruttivo per una propria vera ed autentica serenità viene bollato di essere debole ed immaturo allora la mia riflessione è sempre questa, perché penso che questa questione meriterebbe riflessioni meno schematiche, meno massimaliste, e più rispettose della sensibilità delle persone


Il mio non è un attacco personale a qualche vecchio conico, ma voglio dire che lo schema diagnosi - disperazione - assenza di turbamenti ritrovata considerando il cono come parte di se stessi non è e non puo' essere sempre valido per tutti






2) Il cheratocono, a prescindere da come uno ha "esorcizzato" il problema, ed al vissuto soggettivo, è oggettivamente una malattia degenerativa che crea notevoli disagi e problematiche fino ad essere proprio invalidante, e mi riferisco a quelle persone alle quali il cheratocono ha causato un'ipovedenza grave, che non possono fare cose basilari come per esempio scendere le scale, portare via la spazzatura ecc... (perché questo è il cheratocono degli ultimi stadi, senza lenti non permette di fare praticamente nulla, e queste stesse lenti possono causare forti dolori, ulcere, abrasioni, non essere tollerate o esserlo soltanto per poche ore, ecc...)..., a quelle persone che hanno visto distrutti tutti i loro sogni, molte cose in cui credevano, a causa di questa schifosa malattia..., a quelle persone a cui nemmeno il trapianto è bastato per far loro riavere una vita normale perché si ritrovano con astigmatismi elevatissimi, rigetti incurabili, cedimenti dell'innesto, eppure ancora dopo molti trapianti continuano a sperare che la situazione migliorerà e ad andare avanti..., a quelle persone che non vengono nemmeno in internet per esprimere la loro disperazione per il semplice fatto che non ci vedono..., a quelle persone che pur potendo scrivere ed esprimersi raccontano storie che sembrano uscite dalla mente di qualche sadico regista dell'horror...

Questo vorrei si capisse e si mettesse a fuoco, la gravità di questa patologia e degli effetti e problemi che causa, se il mondo capisse questo forse la ricerca sarebbe più veloce, e se non è così, in assenza del mondo vorrei che almeno i conici capissero queste cose, ma se alla fine il consiglio è quello di "mentire a se stessi" considerando il cheratocono semplicemente come una qualsiasi cosa immanente al proprio essere... va bene allora continuiamo ad andare avanti in questo dramma vivendo o sopravvivendo.

Ci sono però anche conici che per anni hanno finto con se stessi di non stare poi così male, di avere in definitiva soltanto un problema agli occhi, ma poi quando si ritrovano ad essere ipovedenti, a non tollerare più le lenti, a non avere ottenuto i risultati sperati con tentativi vari, al non avere avuto miglioramenti significativi nemmeno con il trapianto... allora la forza che si erano sempre dati comincia a cedere e a vacillare anch'essa.
La gravità della situazione in realtà la si comprende, ma spesso non credendo più che la situazione possa avere una vera svolta si vuole persuadersi che si può convivere con questa maledetta malattia con una vera serenità e senza che sia fonte di rammarico.
Va bene, ognuno va avanti come può... ognuno con il suo modo.
(Ma non si può schematizzare la cosa per tutti quanti come diagnosi - disperazione- vera ed autentica serenità senza alcun turbamento ritrovata considerando il cheratocono e i disagi che causa come qualcosa di immanente al proprio essere e basta, ognuno è diverso dagli altri).


Alla fine è facile dire che si è riusciti a trovare la propria serenità e pace interiore con il cheratocono intendendolo come parte di sé, ma in realtà si deve spesso percorrere una strada lunga e piena di ostacoli come quella che deve percorrere chi ha molte altre malattie anche ben gravi, e vorrei che almeno tra conici si comprendessero questi disagi, questa sofferenza, questi problemi, senza chiudere la questione in modo tombale in quel modo, perché non è questione di "una cosa che fa parte di sé", è questione che la strada è lunga, ostica, e difficile






3) Se convinzioni come quelle che spesso leggo circa l'incurabilità, il fatto che non c'è scampo, l'assoluta assenza di fiducia nella possibilità di poter prima o poi stare meglio e riavere una vista decente senza vetro negli occhi... , sono dovute anche ad un'assenza di fiducia nella ricerca allora tutti i conici del mondo dovrebbero essere incavolati, indipendentemente dal meccanismo di difesa e di esorcizzazione, senza quindi fermarsi a "Si ritrova la serenità considerando il cono come parte di sé",

Se la ricerca si muovesse poco la situazione sarebbe veramente gravissima, ma se anche tra conici non si va oltre al dire quello...
Se anche tra conici si dice che alla fine va bene così e non è da dispiacersi troppo perché ci sono ciechi o quasi che riescono lo stesso ad andare avanti...

Ed io mi incavolo perché quando scrivo in forum come questo penso che quello che ci si dice abbia una qualche rilevanza, che non siano semplici chiacchiere tra conici, e così mi incavolo quando apprendo che il cheratocono non compare mai nei progetti di ricerca Telethon, mentre ce ne sono per malattie che causa problemi molto meno gravi.



Io vorrei che venissero comprese e mese a fuoco queste problematiche, vorrei poter parlare di questo problema senza avere risposte che non siano così massimaliste come quelle della gente profana che dice ai conici che se le LAC danno fastidio allora ci sono sempre gli occhiali (non avendo idea di che cosa sia veramente questa malattia e dei disagi che causa), o che basta trovare le lenti giuste per vivere felici e contenti, ma se neanche tra conici non si mette bene a fuoco tutto questo e si chiude la questione invitando semplicemente a considerare il tutto come parte di sé, allora sto male ancora di più.









Io comunque scrivo per me e forse per chi come me soffre per i disagi ed i problemi che questa malattia causa, e sfuoca loro i traguardi e le soddisfazioni che la vita dona


Ultima modifica di Nicole_Nico il lunedì 27 gennaio 2014, 18:13, modificato 42 volte in totale.



sabato 25 gennaio 2014, 17:31
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Per fare alcuni esempi circa il vissuto soggettivo di un problema e il non percepirne più il peso:



Provate per esempio a dire a questa signora:

http://it.wikipedia.org/wiki/Eva_Klotz

"Accetta il fatto di essere italiana come parte di te stessa, smettila di arrovellarti come fai da quasi 40 anni per una cosa che è tutt'altro che facile che possa avverarsi, e così troverai la vera serenità e non ti peserà più"
circa


Se conoscete "I promessi Sposi" provate per esempio a dire a questa signora:

http://it.wikipedia.org/wiki/Monaca_di_Monza

"Accetta i voti perpetui, l'abito monacale, e il voto di castità come parte di te stessa, smettila di arrovellarti come hai sempre fatto per una cosa di cui non potrai mai sbarazzarti, e così troverai la vera serenità e non ti peserà più"




Oppure ancora provate a dire a un/una transessuale di quelli per i quali anche psicologi e psichiatri dopo lunghi colloqui e sedute danno l'avvallo alla "transizione" e all'operazione:
"Accetta il sesso con cui sei nato con i suoi attributi come parte di te stesso, e smettila di arrovellarti, e così troverai la vera serenità e non ti peserà più"



E potrei riportare molti altri esempi



Non voglio discutere né di politica né di etica morale, ma spero che i lettori siano abbastanza intelligenti da capire il significato di tutto questo


Ultima modifica di Nicole_Nico il sabato 25 gennaio 2014, 23:14, modificato 3 volte in totale.



sabato 25 gennaio 2014, 18:16
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Gli esempi sono suggestivi.
Però, è più difficile per la ns, psiche “accettare” qualcosa che, invece, può essere cambiata (il transessuale si può travestire, la monaca di monza può divertirsi come vuole, ecc.)
Se io prendo i voti, posso sempre cambiare idea.
Se, invece, sono diventato impotente, dovrò per forza di cose “accettare” la mia castità.
Ma aspettiamo qualche risposta più intelligente.

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sabato 25 gennaio 2014, 18:46
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Molto bene Luna21, se la metti così e parli della possibilità di cambiamento in situazioni come quelle descritte allora anch'io posso sperare che un giorno la situazione cambierà e che potrei stare come Betta78 e che mi possa succedere quello che dicono non essere impossibile i medici dei link che ha postato Very19, ed infatti quello che spero è proprio potere arrivare prima o poi a risultati così.






Siccome il vissuto di un problema è soggettivo, come dicevo, a volte per la nostra psiche può essere vero il contrario, cioè che si può essere più sereni, soffrire di meno, e anche "accettare" più facilmente una cosa che invece PUO' essere "cambiata", si può soffrire di meno se si ha la speranza che la situazione possa migliorare.
Un altro esempio forse suggestivo alla stregua dei precedenti lo offre Dante Alighieri, la "Divina Commedia" insegna, qui infatti è sottolineato molto come tra le anime dell' Inferno e quelle del Purgatorio ci fosse un abisso dal punto di vista dell' "essere su o giù di morale", perché le prime sapevano che la loro condizione era irreversibile, non poteva essere cambiata, e avrebbero subito le pene dell'Inferno per l'eternità ("Lasciate ogni speranza voi che entrate"), le seconde stavano meglio proprio perché sapevano che le loro pene un giorno, per quanto lontano, sarebbero finite, e per quanto fossero dure da sopportare sapevano che per loro prima o poi avrebbero avuto una fine.
Può essere quindi più facile "accettare" soffrendo di meno una situazione se si ha la speranza che prima o poi le cose migliorino, questa speranza può aiutare ad abbandonare l'ossessione ed a essere più sereni.


Questa poi è una cosa che esperisco anche personalmente nella casa di riposo dove lavoro, per esempio una signora di oltre 80 anni che aveva fatto un ictus era molto depressa perché pensava che sarebbe finita inevitabilmente in carrozzina, poi però il medico le ha detto che se avesse seguito scrupolosamente le sue indicazioni forse non sarebbe andata così, e quando me lo ha raccontato io le ho detto: "Bene signora, allora ogni giorno faremo una piccola passeggiata come ha detto il medico così si terrà in allenamento e non perderà le gambe" e così ho fatto , ogni giorno la portavo a spasso nel cortile e quando aveva i momenti di crisi e di paura le dicevo che pensasse alle parole del medico e che avesse fiducia, e vedevo che così riuscivo un po' a tirarla su e a farla parlare di qualcosa che non fosse il suo male.

Poi c'è un'altra signora sempre di 80 anni circa, che 20 anni fa ha avuto un incidente d'auto ed ha perduto una gamba, poi con gli anni ha cominciato anche ad avere problemi di cuore, a diventare sorda, e varie altre cose, e all'inizio sopportava la sua situazione abbastanza bene, ed era molto buona e ci si stava volentieri assieme (almeno così mi hanno raccontato, io all'epoca ovviamente non c'ero), ma ormai è sempre più depressa ed irascibile, a volte veramente difficile da trattare, più tempo passa e meno sopporta i suoi problemi.

E lo stesso un'altra signora sempre di quell'età circa, che aveva fatto un ictus, e lo aveva saputo accettare ed affrontare alla grande, dandosi una mossa ed affrontando la riabilitazione con grande grinta (perché sperava di poter tornare a camminare), poi però ne ha avuto un altro, che psicologicamente proprio non ha "accettato" penso soprattutto perché quest'altro la ha paralizzata quasi del tutto, e certamente cerca di continuare a vivere (o meglio a sopravvivere) cercando anche motivi e possibilità che possano rallegrarla, ma c'è comunque un fondo di depressione soprattutto perché purtroppo ha perso la speranza che prima comunque aveva.

In casi simili qualche volta poi devono essere imbottiti di antidepressivi.

Per carità anche se sono molto anziani poi anch'io li riprendo quando esagerano a scaricarmi addosso le loro storie, ma alla fine li capisco se le loro malattie li fanno soffrire anche psicologicamente.





Per i voti perpetui perpetui adesso forse si può sempre cambiare idea, ma non nel XVII secolo, epoca del romanzo, a quell'epoca la monacazione perpetua era irreversibile, era "senza rimedio", era veramente perpetua, e l'avere avuto amanti, l'essersi divertita come voleva, l'avere infranto il voto di castità che suo malgrado ha dovuto prendere, è costato caro a quella signora, come sa bene chi conosce il romanzo, proprio come so che a me potrebbe costare caro il non gestire questa situazione con saggezza, valutando bene possibili conseguenze/rischi/benefici di ogni cosa.






Comunque se leggi con attenzione quello che ho scritto nel messaggio precedente l'accettazione a volte è una "conditio sine qua non" e alternative non ce ne sono, tranne la pistola per spararsi, e quindi tutti "accettano" alla fine e vanno avanti come meglio possono, ma la questione per me è molto complessa e ho cercato di spiegare meglio e più dettagliatamente la cosa e come non si possa ridurre il tutto ad uno schema, ad un modello, proprio in quel messaggio


Ultima modifica di Nicole_Nico il lunedì 27 gennaio 2014, 2:23, modificato 6 volte in totale.



sabato 25 gennaio 2014, 18:53
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Messaggio Re: Lettera aperta a "I vecchi conici che hanno metabolizzat
Cara Nicole, il tuo punto di vista è chiaro e molto ben esposto, per quanto mi riguarda.
Hai fatto bene a scriverlo, anche se ho impiegato l’intera serata per leggerlo. :wink:

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sabato 25 gennaio 2014, 23:27
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