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Gli occhiali aberrometrici PDF Stampa E-mail
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Si tratta di occhiali su cui vengono montate particolari lenti innovative cosiddette “aberrometriche” che, rispetto a quelle tradizionali, riescono a correggere non soltanto il difetto visivo, qualunque esso sia ( miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia), ma anche a migliorare la qualità visiva. Per fare questo bisogna agire sulle cosiddette “aberrazioni” del diottro oculare. Per spiegare semplicemente questo termine diremo che ogni imperfezione che la luce incontra nel suo percorso ottico, dalla cornea fino al piano della retina, produce una distorsione dei raggi luminosi o un’imperfetta focalizzazione dell’immagine sulla retina generando “aberrazioni”. Non è raro infatti incontrare pazienti che, pur avendo un'acutezza visiva ottimale (10/10) con i loro occhiali, si lamentano per una scarsa qualità della visione. E spesso il problema dipende proprio dalla presenza di aberrazioni del sistema ottico oculare che impediscono che sulla retina si formi un'immagine di "qualità" eccellente.
Con queste nuove lenti è possibile ridurre di molto tali aberrazioni con un evidente miglioramento della qualità visiva. Per misurarle è necessario fare un’aberrometria ossia un esame capace di rilevare e misurare qualitativamente e quantitativamente tali imperfezioni sia in condizioni statiche che in condizioni di scarsa luminosità. Una volta realizzato l’esame questo viene inviato al laboratorio ottico (al momento siamo costretti ad inviare il test eseguito negli Stati uniti, a san Diego, in California, ma si spera in un futuro prossimo in un centro europeo) che realizzerà la lente finale con la correzione non soltanto del difetto visivo ma anche delle aberrazioni col risultato finale di una qualità visiva superiore a quella ottenibile con i tradizionali occhiali.
Tutto quello finora detto vale ancora di più per gli occhiali da prescrivere nelle fasi iniziali del cheratocono; infatti in questa patologia, la deformazione corneale indotta dal cheratocono è responsabile di elevatissime aberrazioni (soprattutto di una definita “coma”) che non sono correggibili con gli occhiali tradizionali ma che fino ad oggi prevedevano solo l’uso di lenti corneali a contatto.
Tali lenti aberrometriche infine risultano molto utili nel correggere astigmatismi irregolari indotti da ferite corneali o cicatrici chirurgiche che fino ad oggi potevano essere compensati solo parzialmente con le lenti a contatto.

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